GAZZETTA UFFICIALE DELLA REPUBBLICA ITALIANA DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 26 gennaio 2006. Scioglimento del consiglio comunale di Roccamena e nomina della commissione straordinaria. glio comunale, alla giunta ed al sindaco nonche¤ ogni altro potere ed incarico connesso alle medesime cariche. Dato a Roma, add|' 26 gennaio 2006 IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA CIAMPI UF FI CI AL E Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri Pisanu, Ministro dell’interno Registrato alla Corte dei conti il 6 febbraio 2006 Ministeri istituzionali - Interno, registro n. 1, foglio n. 253 öööööö — GU RI TE L DA Decreta: TR AT TA Art. 1. Il consiglio comunale di Roccamena (Palermo) e' sciolto per la durata di diciotto mesi. Art. 2. La gestione del comune di Roccamena (Palermo) e' affidata alla commissione straordinaria composta da: dott. Angelo Sinesio, viceprefetto; dott.ssa Maria Salerno, viceprefetto aggiunto; dott. Sebastiano Rigoli, dirigente area I. Art. 3. La commissione straordinaria per la gestione dell’ente esercita, fino all’insediamento degli organi ordinari a norma di legge, le attribuzioni spettanti al consi- Allegato Al Presidente della Repubblica Il comune di Roccamena (Palermo), i cui organi elettivi sono stati rinnovati nelle consultazioni amministrative del 25 maggio 2003, presenta forme di ingerenze da parte della criminalita' organizzata che compromettono l’imparzialita' della gestione e pregiudicano il buon andamento dell’amministrazione ed il regolare funzionamento dei servizi. Il territorio di Roccamena insiste in un contesto geografico caratterizzato da un radicato sistema di interferenze nel tessuto economico e sociale messo in atto, anche con gravi azioni delittuose, dalle consorterie mafiose che, nel tempo, hanno espresso la propria capacita' di ingerenza prevalentemente nel settore delle opere pubbliche. Gli interessi economici della consorteria locale si sono consolidati anche attraverso attivita' imprenditoriali relative allo sfruttamento di una cava di inerti ed alla gestione di un impianto di calcestruzzi da parte di una societa' riconducibile ad una famiglia mafiosa, tra i cui componenti uno e' stato condannato per il reato associativo mafioso ed un altro e' stato sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale ed alla confisca dei beni e dei complessi aziendali allo stesso formalmente intestati. L’effettiva penetrazione dell’organizzazione criminale nella gestione del comune e' attestata nel provvedimento giudiziario emesso in data 30 dicembre 2005 dal tribunale di Palermo, che ha disposto la custodia cautelare in carcere dell’organo di vertice dell’ente, imputato dei reati di cui agli articoli 110 e 416-bis c.p. per avere concretamente contribuito, pur senza farne formalmente parte, al rafforzamento ed alla realizzazione degli scopi dell’organizzazione ßcosa nostraý, i cui componenti si avvalgono della forza di intimidazione del vincolo associativo e della conseguente condizione di assoggettamento ed omerta' che ne deriva per attivita' delittuose, per la gestione, diretta ed indiretta, ed il controllo di attivita' economiche, di concessioni, di autorizzazioni, di appalti e servizi pubblici, per realizzare profitti e vantaggi ingiusti. Il pericoloso coinvolgimento del predetto amministratore in ambienti della criminalita' organizzata risulta ricostruito con chiara evidenza nel provvedimento sopraccitato, che colpisce pregiudicati di conclamato ed elevato spessore criminale, con uno dei quali l’organo di vertice ha intrattenuto molteplici contatti mirati alla gestione illecita degli appalti pubblici e delle forniture. EØ noto che proprio il settore degli appalti pubblici e' da sempre oggetto della massima attenzione delle componenti mafiose, in quanto costituisce fattore di occupazione, di conseguenza, in realta' carenti come quella di Roccamena, in grado di convogliare consenso popolare. La strumentalizzazione del ruolo istituzionale, in funzione degli interessi della criminalita', nei settori dei lavori pubblici e delle forniture, evidenzia il grado di pregiudizio arrecato al regolare funzionamento dei servizi e definisce l’ampiezza della penetrazione e del condizionamento di tipo mafioso. Concorre a delineare la possibile esposizione al rischio inquinante la fitta rete di amicizie e frequentazioni di alcuni componenti del consiglio comunale e di alcuni dipendenti con esponenti della consorteria criminale; cos|' come il quadro delle imputazioni a carico di taluni, anche per reati contro la pubblica amministrazione, rivela atteggiamenti in palese contraddizione con il ruolo istituzionale rivestito. GA ZZ ET TA Considerato che nel comune di Roccamena (Palermo), i cui organi elettivi sono stati rinnovati nelle consultazioni amministrative del 25 maggio 2003, sussistono forme di ingerenza della criminalita' organizzata, rilevate dai competenti organi investigativi; Constatato che tali ingerenze espongono l’amministrazione stessa a pressanti condizionamenti, compromettendo la libera determinazione degli organi ed il buon andamento della gestione del comune di Roccamena; Rilevato, altres|' , che la permeabilita' dell’ente ai condizionamenti esterni della organizzazione mafiosa arreca grave pregiudizio allo stato della sicurezza pubblica e determina lo svilimento delle istituzioni e la perdita di prestigio e di credibilita' degli organi istituzionali; Ritenuto che, al fine di rimuovere la causa del grave inquinamento e deterioramento dell’amministrazione comunale, si rende necessario far luogo allo scioglimento degli organi ordinari del comune di Roccamena, per il ripristino dei principi democratici e di liberta' collettiva; Visto l’art. 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267; Vista la proposta del Ministro dell’interno, la cui relazione e' allegata al presente decreto e ne costituisce parte integrante; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 24 gennaio 2006, alla quale e' stato debitamente invitato il presidente della Regione siciliana; CO PI A Serie generale - n. 38 ON -L IN E 15-2-2006 ö 30 ö

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