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OODICE PENALE
esatta comprensione della struttura
ed alla
rezza
può
Non si
causalità
contempli
fisica
conseguetiza della
soltanto ad
nesso
ad
causa
omissione,
a
a
sostituire,
di
proposta, poi,
effetto
«
conseguenza », non
«
allude
ma
ad
se
l'evento
ogni
in
può
caso,
avere
colo Ø del codice del 1889.
La Commissione propose, inoltre, che, nella stessa dispoe precisamente in quella parte di essa che equipara
sizione,
al
deve trattarsi di un
si
parla
di
-
di fare
o
vi
non
di omettere,
se non
Comunque,
dato
che una
può nuocere, ho accolto di buon
non
l'applicazione
per
della legge
medesima formula
la
diversità
delle
Basti
(n. 99).
rammentare
che
l'articolo 42
sono
altri listabiliti
fatto determinato.
maggiore specificazione
grado la proposta della
regola
L'articolo 85, invece,
la
generica capacità
nel campo penale,
concreto; la capacità,
Bere
e
motivi,
personalità di
di selezionare coscientemente i
parole,
la nozione della
di inibirsi; dò,
diritto penale,
definendo la persona normale, alla quale la legge
Nel caso di
-
concorso
di cause 11
progetto
definitivo
sopravvenute escludono il rapporto di
quando siano dg sole sufficienti alla determina-
stabiliva che le cause
causalità
«
dell'evento
zione
».
La Commissione parlamentare propose d1 chiarire questa
disposizione, dicendo: a siano state », anziché a siano ».
più sicura
sopravvenute può con-
Ho aderito a tale ritocco (art. 41), per dare una
guida
alla
pratica.
L'azione delle cause
senza riferimento
siderarsi astrattamente,
de've
al
fatto
di
cui
si
giudicare, ed allora è esatta l'espressione del progetto,
ovvero può considerarsi concretamente, cioè rispetto al fatto
tal caso più esatta è fespressione
Se si trattasse soltanto di una
dalla
Commissione.
preferita
teorica, sarebbe indifferente usare l'una o l'altra
<1edotto in
giudizio,
essere
penale può
applicata.
Insomma, la ragione di distinguere l'articolo 85 dall'articolo 42 sta in ció, che vi sono persone astrattamente e virtualmente imputabili (cioè capaci di diritto pénale), ma che nel
caso
non
(cioè con riferimento ad un determinato fatto)
rispondono penalmente della loro azione, come quando,
concreto
ad esempio, una persona sana di mente e matura di età sia ine di vocorsa in un errore di fatto. Tra la capacità d'intendere
e la coscienza e la volontà del fatto (art. 42) c'è la
lere
(art. 85)
stessa
e
volontà considerata nei
la
Quando si tratta di indicare
reato
(art. 42),
coscienza
e
esso
capacità di agire nei
singoli negozi.
l'elemento psicologico del
intercede tra la
differenza che
negozi giuridici
ed in
regola
di agire
riferimento ad un determinato fatto
cioè, dell'individuo di volere, di discer-
senza
in altre
Commissione.
25.
considera
che à pure nepessaria
la volontà effettiva, concreta del fatto,
quelli
dalla legge, e, se devono essere stabiliti dalla legge, essi, necessariamente, consistono in obblighi giuridici di fare o di
>mettere.
e
perché l'individuo, genericamente capace e quindi imputabile, possa essere chiamato a rispondere penalmente di un
obblight, è evidente che puð trattarsi soltanto di
libertà
la
esame
averlo
obblighi giuridici. Nello Stato moderno
miti alla
ha obbligo di
che si
cagionato, fosse precisato che
obbligo giuridico. Ma quando in una legge
di
fatto
a
nei due articoli in discorso, perchè
espressioni può _far ritenere che ,occorra
la capacità d'intendere, quella èi volere e la coscienza, mentre capacità d'intendere e coscienza sarebbero equivalenti.
Io non ripeterò qui.1e ragioni esposte nella inia Relazi'one
sul progetto definitivo del codice penale circa il punto in
conservare nella legge 11 termine tradizionale, usato nell'arti-
unpedire,
l'articolo 85.
In secondo luogo· la Commissione vorrebbe che si usasse
una
il mancato impedimento di un evento,
con
proposto di
penale.
altra base che
preferenza letteraria senza importanza giuridLca, giacchè i due termini sono giuridicamente sinonimi, ed a bene
in
à
la. giustificazione razionale
parola
la
si
bile, che deve rimanere del tutto estranea al diritto penale,
in quanto la soluzione di essa non à affatto necessaria per
effetto,
é
per un
e l'osservazione fatta dalla Commissione
a
che causa dell'evento.
l'azione od omissione non può essere
La
pureato, non à
si
«
qualificare la volontà come
termine
è
superfluo e può riuscire equilibera. Ma questo
voco. Superfluo, perche giuridicamente non si ha. Volontà,
se questa non è libera, cloe non coartata. Equivoco, perclyt
libera
si voglia alludere
può far dubitare che col termine
al libero arbitrio, questione filosofica insoluta e forse insoluAnzitutto
essere
non
importante
Più
circa il coordinamento dell'articolo 42
evento è conseguenza deluna persona soltanto se è effetto
omissione. Dunque,
od
la
non
effetto. Un
l'azione o dell'omissione di
di tale azione
l'esistenza del
e
relazione d'antecedente a successivo,
una
di
può
dice che nessuno
azione od
sua
reato.
rapporto cronologico
un
dipende
da cui
nito se l'evento,
del
riguardante
affermare che la disposizione
causale. Quando invero si
un
Ho invece sostituito alla dizione originaria l'altra:
fatto preveduto dalla legge come delitto ..
fatta dal codice del 1889 (art. 45), nuoceva alla chia-
cologico),
é
bene e sufficientemente indicato nella
nella volontà dell'azione o dell'omissione; quando
giudizio,
presupposto della responsadiritto
bilità, cioè la capacità generica di essere soggetto di
di
volere,
oltre
la
capacità
è
necessario
indicare,
penale,
sione
quella
che
espressione. Ma siccome si tratta di una regola pratica,
momento del
deve
essere tenuta presente dal giudice nel
cosi mi è sembrato più conveniente usare l'espressiano state », l'indagine giudiziale dovendo essere fatta
ex post, cioë con riferimento at tempo (necessariamente þassato) in cui l'evento venne causato. In tal modo si elimina an«
che la
vere
possibilità
che un
la questione, circa la
l'evento,
riguardo
con
giudice meno esperto abbia a risolpotenzialitA della causa a produžre
soltanto a ciò
mente, senza tener conto deHe
che
invece devono
sempre
che avviene ordinaria-
peculiarità
avere
del
preminente
caso
concreto,
considerazione.
Se invero nel caso concreto la causa è stata sufficiente a pro
durre l'evento, nulla importa che, rispetto ad altri casi, tem-
,pi
o circostanze, essa invece possa apparire insufficiente.
invece si tratta di determinare 11
d'intendere.
di
Come, pertanto, 11 diritto privato distingue la capacità
così
il
dinei
negozi giuridici,
volere dalla effettiva volontà,
egualmente la capacità di volere dalla
effettiva volontà, nei reati. La capacità di volere, nel campo
del diritto penale, dà luogo alla imputabilità, generica attipenalmente del fatto proprio. La concreta
tudine a
ritto penale distingue
rispondere
volontà, nel campo del diritto penale, dà luogo alla responconto
sabilità, cioè a quel rapporto, per cui la legge mette in
di
sua
un
Si tratta
26.
-
La
Commissione
parlamentare
avrebbe
nito per un
a
fatto
a
(anzichè per
un
a
preferito
può
pudelitto a, come diceva
che si fosse detto, nell'articolo 42, che nessuno
essere
progetto), se non l'abbia commesso con dolo. Ma la forproposta non sarebbe, a mio avviso, esatta, perché si
essere
puniti per un fatto anche se questo non à doloso.
pun
11
mula
soggetto imputabile
determinato
le conseguenze
della
azione od omissione.
Nella
dunque di due posizioni diverse della volonth.
capacità
di
diritto
penale
considerata nel momento della
o imputabilità, la volontà à
possibilità. Nella effettiva re-
la volontà à considerata nel momento
concreto della sua attuazione. Con la formula a capacità d'intendere e di volere a il codice (art. 85) considera la volontå
sponsabilità penale,
come
possibilità.
Con
la
formula
«
compimento
dell'azione
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