4459 OODICE PENALE esatta comprensione della struttura ed alla rezza può Non si causalità contempli fisica conseguetiza della soltanto ad nesso ad causa omissione, a a sostituire, di proposta, poi, effetto « conseguenza », non « allude ma ad se l'evento ogni in può caso, avere colo Ø del codice del 1889. La Commissione propose, inoltre, che, nella stessa dispoe precisamente in quella parte di essa che equipara sizione, al deve trattarsi di un si parla di - di fare o vi non di omettere, se non Comunque, dato che una può nuocere, ho accolto di buon non l'applicazione per della legge medesima formula la diversità delle Basti (n. 99). rammentare che l'articolo 42 sono altri listabiliti fatto determinato. maggiore specificazione grado la proposta della regola L'articolo 85, invece, la generica capacità nel campo penale, concreto; la capacità, Bere e motivi, personalità di di selezionare coscientemente i parole, la nozione della di inibirsi; dò, diritto penale, definendo la persona normale, alla quale la legge Nel caso di - concorso di cause 11 progetto definitivo sopravvenute escludono il rapporto di quando siano dg sole sufficienti alla determina- stabiliva che le cause causalità « dell'evento zione ». La Commissione parlamentare propose d1 chiarire questa disposizione, dicendo: a siano state », anziché a siano ». più sicura sopravvenute può con- Ho aderito a tale ritocco (art. 41), per dare una guida alla pratica. L'azione delle cause senza riferimento siderarsi astrattamente, de've al fatto di cui si giudicare, ed allora è esatta l'espressione del progetto, ovvero può considerarsi concretamente, cioè rispetto al fatto tal caso più esatta è fespressione Se si trattasse soltanto di una dalla Commissione. preferita teorica, sarebbe indifferente usare l'una o l'altra <1edotto in giudizio, essere penale può applicata. Insomma, la ragione di distinguere l'articolo 85 dall'articolo 42 sta in ció, che vi sono persone astrattamente e virtualmente imputabili (cioè capaci di diritto pénale), ma che nel caso non (cioè con riferimento ad un determinato fatto) rispondono penalmente della loro azione, come quando, concreto ad esempio, una persona sana di mente e matura di età sia ine di vocorsa in un errore di fatto. Tra la capacità d'intendere e la coscienza e la volontà del fatto (art. 42) c'è la lere (art. 85) stessa e volontà considerata nei la Quando si tratta di indicare reato (art. 42), coscienza e esso capacità di agire nei singoli negozi. l'elemento psicologico del intercede tra la differenza che negozi giuridici ed in regola di agire riferimento ad un determinato fatto cioè, dell'individuo di volere, di discer- senza in altre Commissione. 25. considera che à pure nepessaria la volontà effettiva, concreta del fatto, quelli dalla legge, e, se devono essere stabiliti dalla legge, essi, necessariamente, consistono in obblighi giuridici di fare o di >mettere. e perché l'individuo, genericamente capace e quindi imputabile, possa essere chiamato a rispondere penalmente di un obblight, è evidente che puð trattarsi soltanto di libertà la esame averlo obblighi giuridici. Nello Stato moderno miti alla ha obbligo di che si cagionato, fosse precisato che obbligo giuridico. Ma quando in una legge di fatto a nei due articoli in discorso, perchè espressioni può _far ritenere che ,occorra la capacità d'intendere, quella èi volere e la coscienza, mentre capacità d'intendere e coscienza sarebbero equivalenti. Io non ripeterò qui.1e ragioni esposte nella inia Relazi'one sul progetto definitivo del codice penale circa il punto in conservare nella legge 11 termine tradizionale, usato nell'arti- unpedire, l'articolo 85. In secondo luogo· la Commissione vorrebbe che si usasse una il mancato impedimento di un evento, con proposto di penale. altra base che preferenza letteraria senza importanza giuridLca, giacchè i due termini sono giuridicamente sinonimi, ed a bene in à la. giustificazione razionale parola la si bile, che deve rimanere del tutto estranea al diritto penale, in quanto la soluzione di essa non à affatto necessaria per effetto, é per un e l'osservazione fatta dalla Commissione a che causa dell'evento. l'azione od omissione non può essere La pureato, non à si « qualificare la volontà come termine è superfluo e può riuscire equilibera. Ma questo voco. Superfluo, perche giuridicamente non si ha. Volontà, se questa non è libera, cloe non coartata. Equivoco, perclyt libera si voglia alludere può far dubitare che col termine al libero arbitrio, questione filosofica insoluta e forse insoluAnzitutto essere non importante Più circa il coordinamento dell'articolo 42 evento è conseguenza deluna persona soltanto se è effetto omissione. Dunque, od la non effetto. Un l'azione o dell'omissione di di tale azione l'esistenza del e relazione d'antecedente a successivo, una di può dice che nessuno azione od sua reato. rapporto cronologico un dipende da cui nito se l'evento, del riguardante affermare che la disposizione causale. Quando invero si un Ho invece sostituito alla dizione originaria l'altra: fatto preveduto dalla legge come delitto .. fatta dal codice del 1889 (art. 45), nuoceva alla chia- cologico), é bene e sufficientemente indicato nella nella volontà dell'azione o dell'omissione; quando giudizio, presupposto della responsadiritto bilità, cioè la capacità generica di essere soggetto di di volere, oltre la capacità è necessario indicare, penale, sione quella che espressione. Ma siccome si tratta di una regola pratica, momento del deve essere tenuta presente dal giudice nel cosi mi è sembrato più conveniente usare l'espressiano state », l'indagine giudiziale dovendo essere fatta ex post, cioë con riferimento at tempo (necessariamente þassato) in cui l'evento venne causato. In tal modo si elimina an« che la vere possibilità che un la questione, circa la l'evento, riguardo con giudice meno esperto abbia a risolpotenzialitA della causa a produžre soltanto a ciò mente, senza tener conto deHe che invece devono sempre che avviene ordinaria- peculiarità avere del preminente caso concreto, considerazione. Se invero nel caso concreto la causa è stata sufficiente a pro durre l'evento, nulla importa che, rispetto ad altri casi, tem- ,pi o circostanze, essa invece possa apparire insufficiente. invece si tratta di determinare 11 d'intendere. di Come, pertanto, 11 diritto privato distingue la capacità così il dinei negozi giuridici, volere dalla effettiva volontà, egualmente la capacità di volere dalla effettiva volontà, nei reati. La capacità di volere, nel campo del diritto penale, dà luogo alla imputabilità, generica attipenalmente del fatto proprio. La concreta tudine a ritto penale distingue rispondere volontà, nel campo del diritto penale, dà luogo alla responconto sabilità, cioè a quel rapporto, per cui la legge mette in di sua un Si tratta 26. - La Commissione parlamentare avrebbe nito per un a fatto a (anzichè per un a preferito può pudelitto a, come diceva che si fosse detto, nell'articolo 42, che nessuno essere progetto), se non l'abbia commesso con dolo. Ma la forproposta non sarebbe, a mio avviso, esatta, perché si essere puniti per un fatto anche se questo non à doloso. pun 11 mula soggetto imputabile determinato le conseguenze della azione od omissione. Nella dunque di due posizioni diverse della volonth. capacità di diritto penale considerata nel momento della o imputabilità, la volontà à possibilità. Nella effettiva re- la volontà à considerata nel momento concreto della sua attuazione. Con la formula a capacità d'intendere e di volere a il codice (art. 85) considera la volontå sponsabilità penale, come possibilità. Con la formula « compimento dell'azione

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