4-9-2018
GAZZETTA UFFICIALE DELLA REPUBBLICA ITALIANA
2 e 6, del codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo n. 196 del 2003, da
adottarsi entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore
del presente decreto, il trattamento dei dati di cui all’articolo 10 del Regolamento (UE) 2016/679 è consentito
quando è effettuato in attuazione di protocolli di intesa
per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni di criminalità organizzata stipulati con il Ministero dell’interno o
con le Prefetture - UTG, previo parere del Garante per la
protezione dei dati personali, che specificano la tipologia
dei dati trattati e delle operazioni eseguibili.
13. Per i primi otto mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, il Garante per la protezione
dei dati personali tiene conto, ai fini dell’applicazione
delle sanzioni amministrative e nei limiti in cui risulti
compatibile con le disposizioni del Regolamento (UE)
2016/679, della fase di prima applicazione delle disposizioni sanzionatorie.
14. All’articolo 1 della legge 11 gennaio 2018, n. 5
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 9, le parole «di cui all’articolo 162,
comma 2-bis» sono sostituite dalle seguenti: «di cui
all’articolo 166, comma 2»;
b) al comma 10, le parole «di cui all’articolo 162,
comma 2-quater» sono sostituite dalle seguenti: «di cui
all’articolo 166, comma 2».
15. All’articolo 5-ter, comma 1, lettera c), del decreto
legislativo 14 marzo 2013, n. 33 le parole «di cui all’articolo 162, comma 2-bis» sono sostituite dalle seguenti:
«di cui all’articolo 166, comma 2».
Art. 23.
Serie generale - n. 205
Art. 24.
Applicabilità delle sanzioni amministrative
alle violazioni anteriormente commesse
1. Le disposizioni del presente decreto che, mediante
abrogazione, sostituiscono sanzioni penali con le sanzioni
amministrative previste dal Regolamento (UE) 2016/679
si applicano anche alle violazioni commesse anteriormente alla data di entrata in vigore del decreto stesso,
sempre che il procedimento penale non sia stato definito
con sentenza o con decreto divenuti irrevocabili.
2. Se i procedimenti penali per i reati depenalizzati dal
presente decreto sono stati definiti, prima della sua entrata in vigore, con sentenza di condanna o decreto irrevocabili, il giudice dell’esecuzione revoca la sentenza o
il decreto, dichiarando che il fatto non è previsto dalla
legge come reato e adotta i provvedimenti conseguenti.
Il giudice dell’esecuzione provvede con l’osservanza delle disposizioni dell’articolo 667, comma 4, del codice di
procedura penale.
3. Ai fatti commessi prima della data di entrata in vigore del presente decreto non può essere applicata una sanzione amministrativa pecuniaria per un importo superiore
al massimo della pena originariamente prevista o inflitta
per il reato, tenuto conto del criterio di ragguaglio di cui
all’articolo 135 del codice penale. A tali fatti non si applicano le sanzioni amministrative accessorie introdotte dal
presente decreto, salvo che le stesse sostituiscano corrispondenti pene accessorie.
Art. 25.
Trasmissione degli atti all’autorità amministrativa
Disposizioni di coordinamento
1. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto:
a) all’articolo 37, comma 2, alinea, del decreto legislativo 18 maggio 2018, n. 51, il riferimento all’articolo 154 del codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo n. 196 del 2003, si
intende effettuato agli articoli 154 e 154-bis del medesimo codice;
b) all’articolo 39, comma 1, del decreto legislativo
18 maggio 2018, n. 51, il riferimento agli articoli 142 e
143 del codice in materia di protezione dei dati personali,
di cui al decreto legislativo n. 196 del 2003 si intende effettuato agli articoli 141, 142 e 143 del medesimo codice;
c) all’articolo 42 del decreto legislativo 18 maggio
2018, n. 51, il riferimento all’articolo 165 del codice in
materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto
legislativo n. 196 del 2003, si intende effettuato all’articolo 166, comma 7, del medesimo codice;
d) all’articolo 45 del decreto legislativo 18 maggio
2018, n. 51, il riferimento all’articolo 143, comma 1, lettera c), del codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo n. 196 del 2003, si
intende effettuato all’articolo 58, paragrafo 2, lettera f),
del Regolamento (UE) 2016/679.
1. Nei casi previsti dall’articolo 24, comma 1, l’autorità giudiziaria, entro novanta giorni dalla data di entrata
in vigore del presente decreto, dispone la trasmissione
all’autorità amministrativa competente degli atti dei procedimenti penali relativi ai reati trasformati in illeciti amministrativi, salvo che il reato risulti prescritto o estinto
per altra causa alla medesima data.
2. Se l’azione penale non è stata ancora esercitata, la
trasmissione degli atti è disposta direttamente dal pubblico ministero che, in caso di procedimento già iscritto,
annota la trasmissione nel registro delle notizie di reato.
Se il reato risulta estinto per qualsiasi causa, il pubblico
ministero richiede l’archiviazione a norma del codice di
procedura penale; la richiesta ed il decreto del giudice che
la accoglie possono avere ad oggetto anche elenchi cumulativi di procedimenti.
3. Se l’azione penale è stata esercitata, il giudice pronuncia, ai sensi dell’articolo 129 del codice di procedura
penale, sentenza inappellabile perché il fatto non è previsto dalla legge come reato, disponendo la trasmissione
degli atti a norma del comma 1. Quando è stata pronunciata sentenza di condanna, il giudice dell’impugnazione, nel dichiarare che il fatto non è previsto dalla legge
come reato, decide sull’impugnazione ai soli effetti delle
disposizioni e dei capi della sentenza che concernono gli
interessi civili.
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