4-9-2018
GAZZETTA UFFICIALE DELLA REPUBBLICA ITALIANA
2. Decorsi i termini previsti dal comma 1, l’atto con
il quale sono stati notificati gli estremi della violazione
o l’atto di contestazione immediata di cui all’articolo 14
della legge 24 novembre 1981, n. 689, assumono il valore dell’ordinanza-ingiunzione di cui all’articolo 18 della
predetta legge, senza obbligo di ulteriore notificazione,
sempre che il contravventore non produca memorie difensive ai sensi del comma 4.
3. Nei casi di cui al comma 2, il contravventore è tenuto a corrispondere gli importi indicati negli atti di cui al
primo periodo del predetto comma entro sessanta giorni
dalla scadenza del termine previsto dal comma 1.
4. Entro il termine di cui al comma 3, il contravventore che non abbia provveduto al pagamento può produrre
nuove memorie difensive. Il Garante, esaminate tali memorie, dispone l’archiviazione degli atti comunicandola all’organo che ha redatto il rapporto o, in alternativa,
adotta specifica ordinanza-ingiunzione con la quale determina la somma dovuta per la violazione e ne ingiunge
il pagamento, insieme con le spese, all’autore della violazione ed alle persone che vi sono obbligate solidalmente.
5. L’entrata in vigore del presente decreto determina
l’interruzione del termine di prescrizione del diritto a riscuotere le somme dovute a norma del presente articolo,
di cui all’art. 28 della legge 24 novembre 1981, n. 689.
Art. 19.
Trattazione di affari pregressi
1. Entro il termine di sessanta giorni dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana dell’avviso di cui al comma 3, i soggetti che dichiarano il loro attuale interesse possono presentare al Garante
per la protezione dei dati personali motivata richiesta di
trattazione dei reclami, delle segnalazioni e delle richieste
di verifica preliminare pervenuti entro la predetta data.
2. La richiesta di cui al comma 1 non riguarda i reclami
e le segnalazioni di cui si è già esaurito l’esame o di cui il
Garante per la protezione dei dati personali ha già esaminato nel corso del 2018 un motivato sollecito o una richiesta di trattazione, o per i quali il Garante medesimo è a
conoscenza, anche a seguito di propria denuncia, che sui
fatti oggetto di istanza è in corso un procedimento penale.
3. Entro quindici giorni dalla data di entrata in vigore
del presente decreto il Garante per la protezione dei dati
personali provvede a dare notizia di quanto previsto dai
commi 1 e 2 mediante avviso pubblicato nel proprio sito
istituzionale e trasmesso, altresì, all’Ufficio pubblicazioni leggi e decreti del Ministero della giustizia per la sua
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana.
4. In caso di mancata presentazione di una richiesta di
trattazione ai sensi del comma 1, e salvo quanto previsto
dal comma 2, i relativi procedimenti di cui al comma 1
sono improcedibili.
5. I ricorsi pervenuti al Garante per la protezione dei
dati personali e non definiti, neppure nelle forme del rigetto tacito, alla data di applicazione del Regolamento
(UE) 2016/679 sono trattati come reclami ai sensi dell’articolo 77 del medesimo Regolamento.
Serie generale - n. 205
Art. 20.
Codici di deontologia e di buona condotta vigenti
alla data di entrata in vigore del presente decreto
1. Le disposizioni del codice di deontologia e di buona condotta di cui agli allegati A.5 e A.7 del codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo n. 196
del 2003, continuano a produrre effetti, sino alla definizione
della procedura di approvazione cui alla lettera b), a condizione che si verifichino congiuntamente le seguenti condizioni:
a) entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto le associazioni e gli altri organismi rappresentanti
le categorie interessate sottopongano all’approvazione del
Garante per la protezione dei dati personali, a norma dell’articolo 40 del Regolamento (UE) 2016/679, i codici di condotta
elaborati a norma del paragrafo 2 del predetto articolo;
b) la procedura di approvazione si concluda entro sei
mesi dalla sottoposizione del codice di condotta all’esame del Garante per la protezione dei dati personali.
2. Il mancato rispetto di uno dei termini di cui al comma 1, lettere a) e b) comporta la cessazione di efficacia
delle disposizioni del codice di deontologia di cui al primo
periodo a decorrere dalla scadenza del termine violato.
3. Le disposizioni contenute nei codici riportati negli
allegati A.1, A.2, A.3, A.4 e A.6 del codice in materia di
protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo
n. 196 del 2003, continuano a produrre effetti fino alla
pubblicazione delle disposizioni ai sensi del comma 4.
4. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del
presente decreto, il Garante per la protezione dei dati personali verifica la conformità al Regolamento (UE) 2016/679
delle disposizioni di cui al comma 3. Le disposizioni ritenute
compatibili, ridenominate regole deontologiche, sono pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e, con
decreto del Ministro della giustizia, sono successivamente riportate nell’allegato A del codice in materia di protezione dei
dati personali, di cui al decreto legislativo n. 196 del 2003.
5. Il Garante per la protezione dei dati personali promuove la revisione delle disposizioni dei codici di cui al
comma 3 con le modalità di cui all’articolo 2-quater del
codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al
decreto legislativo n. 196 del 2003.
Art. 21.
Autorizzazioni generali del Garante
per la protezione dei dati personali
1. Il Garante per la protezione dei dati personali, con
provvedimento di carattere generale da porre in consultazione pubblica entro novanta giorni dalla data di entrata
in vigore del presente decreto, individua le prescrizioni
contenute nelle autorizzazioni generali già adottate, relative alle situazioni di trattamento di cui agli articoli 6,
paragrafo 1, lettere c) ed e), 9, paragrafo 2, lettera b) e 4,
nonché al Capo IX del regolamento (UE) 2016/679, che
risultano compatibili con le disposizioni del medesimo
regolamento e del presente decreto e, ove occorra, provvede al loro aggiornamento. Il provvedimento di cui al
presente comma è adottato entro sessanta giorni dall’esito
del procedimento di consultazione pubblica.
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