21-1-2019
GAZZETTA UFFICIALE DELLA REPUBBLICA ITALIANA
Vista la delibera 21 dicembre 2001, n. 121 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 51 del 2002, supplemento
ordinario, con la quale questo Comitato, ai sensi dell’allora vigente legge n. 443 del 2001, ha approvato il 1° programma delle infrastrutture strategiche, che nell’allegato
1 include, nell’ambito del «Corridoio plurimodale Tirrenico-Nord Europa», alla voce «Sistemi stradali e autostradali», l’infrastruttura «Pontina-A12-Appia»;
Vista la delibera 1° agosto 2014, n. 26, pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale n. 3 del 2015, supplemento ordinario,
con la quale questo Comitato ha espresso parere sull’XI
allegato infrastrutture al Documento di economia e finanza (DEF) 2013, che include, nella «Tabella 0 Programma
delle infrastrutture strategiche», nell’ambito del «Corridoio plurimodale Tirrenico Nord Europa», l’infrastruttura
«Pontina-A12-Appia e bretella Cisterna», comprensiva,
tra l’altro, dei tre interventi «Collegamento A12-Roma
(Tor de’ Cenci)», «Corridoio intermodale integrato Pontino Roma-Latina» e «Cisterna-Valmontone e opere
connesse»;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327, e successive modificazioni, concernente il «Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità»;
Vista la delibera 25 luglio 2003, n. 63, pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale n. 248 del 2003, con la quale questo
Comitato ha formulato, tra l’altro, indicazioni di ordine
procedurale riguardo alle attività di supporto che il MIT è
chiamato a svolgere ai fini della vigilanza sull’esecuzione
degli interventi inclusi nel Programma delle infrastrutture
strategiche;
Visto il decreto del Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti 9 giugno 2015, n. 194, e successive modificazioni, con il quale è stata soppressa la Struttura tecnica
di missione, istituita con decreto dello stesso Ministro
10 febbraio 2003, n. 356, e successive modificazioni, e
i compiti di cui agli articoli 3 e 4 del medesimo decreto
sono stati trasferiti alle competenti Direzioni generali del
Ministero, alle quali è demandata la responsabilità di assicurare la coerenza tra i contenuti della relazione istruttoria e la relativa documentazione a supporto;
Vista la legge 17 maggio 1999, n. 144, che, all’art. 1,
comma 5, ha istituito presso questo Comitato il «Sistema di monitoraggio degli investimenti pubblici» (MIP),
con il compito di fornire tempestivamente informazioni
sull’attuazione delle politiche di sviluppo e funzionale
all’alimentazione di una banca dati tenuta nell’ambito di
questo stesso Comitato;
Vista la normativa vigente in materia di Codice unico
di progetto (CUP) e, in particolare:
1. le delibere 27 dicembre 2002, n. 143, pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale n. 87 del 2003 e la relativa errata corrige pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 140 del
2003, e 29 settembre 2004, n. 24, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 276 del 2004, con le quali questo Comitato ha definito il sistema per l’attribuzione del CUP e ha
stabilito che il CUP deve essere riportato su tutti i documenti amministrativi e contabili, cartacei ed informatici
relativi a progetti di investimento pubblico e deve essere
utilizzato nelle banche dati dei vari sistemi informativi,
comunque interessati ai suddetti progetti;
Serie generale - n. 17
2. la legge 16 gennaio 2003, n. 3, recante «Disposizioni ordinamentali in materia di pubblica amministrazione» che, all’art. 11, dispone che ogni progetto di investimento pubblico deve essere dotato di un CUP;
3. la legge 13 agosto 2010, n. 136, come modificata
dal decreto-legge 12 novembre 2010, n. 187, convertito
dalla legge 17 dicembre 2010, n. 217, che, tra l’altro, definisce le sanzioni applicabili in caso di mancata apposizione del CUP sugli strumenti di pagamento;
Visto il decreto legislativo 29 dicembre 2011, n. 229,
concernente «Attuazione dell’art. 30, comma 9, lettere e),
f) e g), della legge 31 dicembre 2009, n. 196, in materia di
procedure di monitoraggio sullo stato di attuazione delle
opere pubbliche, di verifica dell’utilizzo dei finanziamenti nei tempi previsti e costituzione del Fondo opere e del
Fondo progetti»;
Vista la normativa vigente in tema di controllo dei flussi finanziari e visti, in particolare:
1. l’art. 36 del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90,
convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014,
n. 114, che regolamenta il monitoraggio finanziario dei
lavori relativi alle infrastrutture strategiche e insediamenti produttivi di cui agli articoli 161, comma 6-bis e 176,
comma 3, lettera e), del citato decreto legislativo n. 163
del 2006, disposizione richiamata all’art. 203, comma 2,
del menzionato decreto legislativo n. 50 del 2016;
2. la delibera 28 gennaio 2015, n. 15, pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale n. 155 del 2015, che ai sensi del comma 3
del menzionato art. 36 del decreto-legge n. 90 del 2014 – aggiorna le modalità di esercizio del sistema di monitoraggio
finanziario di cui alla delibera 5 maggio 2011, n. 45, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 234 del 2011 e con errata
corrige pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 281 del 2011;
Visto il decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159,
c.d. «Codice Antimafia» e successive modificazioni;
Visto l’art. 36 del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90,
convertito dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, che regolamenta il monitoraggio finanziario dei lavori relativi alle
infrastrutture strategiche e agli insediamenti produttivi di
cui agli articoli 161, comma 6-bis, e 176, comma 3, lettera e), del citato decreto legislativo n. 163 del 2006, disposizione richiamata all’art. 203, comma 2, del menzionato
decreto legislativo n. 50 del 2016;
Vista la delibera 6 agosto 2015, n. 62, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 271 del 2015, con la quale questo
Comitato ha approvato lo schema di Protocollo di legalità
licenziato nella seduta del 13 aprile 2015 dal Comitato di
coordinamento per l’alta sorveglianza delle grandi opere
(CCASGO), costituito con decreto 14 marzo 2003, emanato dal Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro della giustizia e il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti;
Visto l’art. n. 194 del citato decreto legislativo n. 50
del 2016 che dispone i controlli antimafia da mettere in
atto in caso di affidamento della realizzazione dell’opera
tramite concessionario o contraente generale;
Visto l’art. 203 del citato decreto legislativo n. 50 del
2016 che, istituendo il Comitato di coordinamento per
l’alta sorveglianza delle infrastrutture e degli insediamenti prioritari (CCASIIP), ha assorbito ed ampliato tutte le
competenze del pre-vigente CCASGO;
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