GAZZETTA UFFICIALE DELLA REPUBBLICA ITALIANA
Nel settore degli appalti e' emerso che, in violazione delle specifiche prescrizioni contenute nel protocollo di legalita' sottoscritto dal
sindaco, l’amministrazione comunale ha piu' volte omesso di acquisire, preventivamente all’apertura delle offerte, le informazioni antimafia sul conto delle ditte partecipanti a gara di appalto. Cio' ha
peraltro comportato l’affidamento di alcuni lavori ad una ditta i cui
titolari hanno rapporti di parentela con soggetti contigui alla criminalita' organizzata. Solo a seguito di specifico richiamo da parte della
prefettura, sono state sospese le gare in corso, annullate quelle espletate in difformita' al protocollo e revocati gli incarichi dirigenziali ai
responsabili delle procedure viziate. L’attivita' ispettiva ha inoltre evidenziato che ad una ditta, il cui titolare ha legami di parentela con
un elemento ritenuto vicino al clan camorristico egemone, sono stati
aggiudicati alcuni lavori con procedure connotate da violazioni delle
prescrizioni di segretezza per la partecipazione delle imprese alla gara
e da indizi di turbativa d’asta.
Roma, 23 gennaio 2006
Il Ministro dell’interno: Pisanu
06A01379
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
26 gennaio 2006.
Proroga dello scioglimento del consiglio comunale di
Niscemi.
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
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La commissione ritiene sintomatica dell’acquiescenza degli
amministratori ai condizionamenti della criminalita' organizzata e
della propensione dell’ente a deviare dai canoni di legalita' nella
gestione della cosa pubblica, l’erogazione di contributi in favore di
associazioni socio-culturali delle quali le forze dell’ordine hanno
accertato legami con esponenti della criminalita' organizzata. EØ infatti
emerso che, non sussistendo agli atti documentazione giustificativa
per tali contribuzioni, dette procedure sono prive dei presupposti di
legittimita'. In particolare, dalle verifiche effettuate e' emerso come
l’assetto istituzionale di una delle associazioni beneficiarie offra uno
spaccato emblematico di un intricato sistema di rapporti che vede
protagonisti rappresentanti politici locali ed esponenti della criminalita' organizzata o personaggi a questi ultimi legati da parentele e frequentazioni. Indicativa al riguardo e' la utilizzazione della sede dell’associazione per la campagna elettorale di alcuni amministratori.
Comprova il particolare favore di cui gode la predetta associazione
da parte dell’amministrazione comunale la circostanza che alle forze
dell’ordine, che avevano verificato, nel corso di una manifestazione
organizzata dalla predetta associazione, la mancanza dell’autorizzazione sanitaria per la somministrazione di cibi e bevande, sia stata esibita, il giorno successivo, la licenza richiesta rilasciata quello stesso
giorno con la espressa indicazione della decorrenza retroattiva dell’autorizzazione.
Ritenuto, per quanto esposto, che ricorrano le condizioni indicate nel citato art. 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267,
che legittimano lo scioglimento del consiglio comunale di Boscoreale
(Napoli), si formula rituale proposta per l’adozione della misura di
rigore.
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dell’attivita' commerciale e, in un altro, ha procrastinato la notifica del
provvedimento di rigore al titolare dell’esercizio, consentendo, nelle
more della notificazione, la prosecuzione dell’attivita' e il rilascio delle
autorizzazioni prescritte.
Serie generale - n. 38
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15-2-2006
Gli elementi emersi dalle procedure di accesso, riscontrati unitariamente, appaiono determinanti in ordine all’accertamento della
vicinanza tra l’amministrazione e la criminalita' organizzata e concorrono a configurare un concreto pericolo di sviamento dell’attivita'
comunale dal perseguimento degli interessi dell’intera collettivita'.
Decreta:
La durata dello scioglimento del consiglio comunale
di Niscemi (Caltanissetta), fissata in diciotto mesi, e'
prorogata per il periodo di sei mesi.
Dato a Roma, add|' 26 gennaio 2006
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Il delineato clima di grave condizionamento e degrado in cui
versa il comune di Boscoreale, l’inosservanza del principio di legalita'
nella gestione dell’ente e l’uso distorto delle pubbliche funzioni hanno
compromesso le legittime aspettative della popolazione ad essere
garantita nella fruizione dei diritti fondamentali, minando la fiducia
nella legge e nelle istituzioni dei cittadini che esprimono il loro dissenso in numerosi esposti.
Pertanto, il prefetto di Napoli, con relazione del 14 dicembre
2005, che si intende integralmente richiamata, ha proposto l’applicazione della misura di rigore prevista dall’art. 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, su conforme avviso del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.
La descritta condizione esige un intervento risolutore da parte
dello Stato, mirato a rimuovere i legami tra l’ente locale e la criminalita' organizzata che arrecano grave e perdurante pregiudizio per lo
stato generale dell’ordine e della sicurezza pubblica.
Per le suesposte considerazioni si ritiene necessario provvedere,
con urgenza, ad eliminare ogni ulteriore motivo di deterioramento e
di inquinamento della vita amministrativa e democratica dell’ente,
mediante provvedimenti incisivi a salvaguardia degli interessi della
comunita' locale.
La valutazione della situazione in concreto riscontrata, in relazione alla presenza ed all’estensione dell’influenza criminale, rende
necessario che la durata della gestione commissariale sia determinata
in diciotto mesi.
Visto il proprio decreto, in data 27 aprile 2004, registrato alla Corte dei conti in data 5 maggio 2004, con
il quale, ai sensi dell’art. 143 del decreto legislativo
18 agosto 2000, n. 267, e' stato disposto lo scioglimento
del consiglio comunale di Niscemi (Caltanissetta) per
la durata di diciotto mesi e la nomina di una commissione straordinaria per la provvisoria gestione dell’ente;
Constatato che non risulta esaurita l’azione di recupero e risanamento complessivo dell’istituzione locale
e della realta' sociale, ancora segnate dalla malavita
organizzata;
Ritenuto che le esigenze della collettivita' locale e la
tutela degli interessi primari richiedono un ulteriore
intervento dello Stato, che assicuri il ripristino dei principi democratici e di legalita' e restituisca efficienza e
trasparenza all’azione amministrativa dell’ente;
Visto l’art. 143, comma 3, del decreto legislativo
18 agosto 2000, n. 267;
Vista la proposta del Ministro dell’interno, la cui
relazione e' allegata al presente decreto e ne costituisce
parte integrante;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 24 gennaio 2006, alla quale
e' stato debitamente invitato il presidente della Regione
siciliana;
CIAMPI
Berlusconi, Presidente del
Consiglio dei Ministri
Pisanu, Ministro dell’interno
Registrato alla Corte dei conti il 6 febbraio 2006
Ministeri istituzionali - Interno, registro n. 1, foglio n. 254
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