25-3-2019
GAZZETTA UFFICIALE DELLA REPUBBLICA ITALIANA
Serie generale - n. 71
Vista la legge 28 dicembre 2015, n. 208, recante «Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2016)»;
Visto l’art. 1, commi da 152 a 161, della citata legge n. 208 del 2015 che prevedono, tra l’altro, disposizioni concernenti il pagamento del canone di abbonamento alla televisione per uso privato di cui al citato regio decreto-legge
21 febbraio 1938, n. 246, da parte dei titolari di utenza di fornitura di energia elettrica mediante addebito sulle fatture
emesse dalle imprese elettriche;
Visto il comma 160, art. 1, della legge n. 208 del 2015, che stabilisce, per gli anni dal 2016 al 2018, che le eventuali maggiori entrate versate a titolo di canone di abbonamento alla televisione rispetto alle somme già iscritte a tale
titolo nel bilancio di previsione per l’anno 2016 sono riversate all’Erario per una quota pari al 33 per cento del loro
ammontare per l’anno 2016 e del 50 per cento per ciascuno degli anni 2017 e 2018, per essere destinate: a) all’ampliamento sino ad euro 8.000 della soglia reddituale prevista dall’art. 1, comma 132, della legge 24 dicembre 2007, n. 244
ai fini della esenzione del pagamento del canone di abbonamento televisivo in favore di soggetti di età pari o superiore
a settantacinque anni; b) al finanziamento, fino ad un importo massimo di 125 milioni di euro in ragione d’anno, del
Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione, istituito nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze; c) al Fondo per la riduzione della pressione fiscale, di cui all’art. 1, comma 431, della legge
27 dicembre 2013, n. 147, e successive modificazioni. Le somme di cui al medesimo comma sono ripartite con decreto
del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, che stabilisce altresì
le modalità di fruizione dell’esenzione di cui alla lettera a), ferma restando l’assegnazione alla società RAI - Radiotelevisione italiana S.p.a. della restante quota delle eventuali maggiori entrate versate a titolo di canone di abbonamento;
Visto il comma 161 del medesimo articolo, che autorizza il Ministro dell’economia e delle finanze ad apportare,
con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio, anche in conto residui;
Visto l’art. 1, comma 2, della legge 26 ottobre 2016, n. 198, concernente «Istituzione del Fondo per il pluralismo
e l’innovazione dell’informazione e deleghe al Governo per la ridefinizione della disciplina del sostegno pubblico
per il settore dell’editoria e dell’emittenza radiofonica e televisiva locale, della disciplina di profili pensionistici dei
giornalisti e della composizione e delle competenze del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti. Procedura per
l’affidamento in concessione del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale» che, alla lettera c), dispone
che al Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione affluisce una quota delle maggiori entrate versate a
titolo di canone di abbonamento alla televisione, di cui all’art. 1, comma 160, lettera b) pari all’importo massimo di
100 milioni di euro per l’anno 2016 e di 125 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017 e 2018;
Visto il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze n. 18768 del 9 febbraio 2018, con il quale, in relazione
ai dati disponibili in quel momento, si è accertato un extra-gettito, per l’anno 2017, sui canoni di abbonamento alla
televisione per uso privato, pari ad euro 193.678.758,76, che è stato assegnato nella quota di euro 96.839.379,38, corrispondente al 50 per cento dell’extra gettito complessivo (iscritto per euro 96.839.379,00 sul capitolo n. 2829 istituito
nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze) da destinare agli interventi indicati nei punti a),
b) e c) dell’art. 1, comma 160 della citata legge n. 208 del 2015 e nella restante quota, pari ad euro 96.839.379,38 alla
società RAI - Radiotelevisione italiana S.p.a.;
Visto il decreto 16 febbraio 2018 del Ministro dell’economia e delle finanze di concerto con il Ministro dello
sviluppo economico, con il quale, per l’anno 2018, viene ampliata sino ad euro 8.000,00 la soglia reddituale prevista
dall’art. 1, comma 132 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, ai fini dell’esenzione dal pagamento del canone di abbonamento televisivo per i soggetti di età pari o superiore a settantacinque anni, per la quale finalità (di cui al punto
a) dell’art. 1, comma 160, della legge n. 208 del 2015) è stata destinata la somma di euro 20.900.000,00, quale quota
parte delle risorse accertate a titolo di extra gettito per l’anno 2017, pari al citato importo di euro 96.839.379,38;
Visto il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze n. 171461 del 27 luglio 2018, con il quale sono state
accertate le ulteriori maggiori entrate relative all’anno 2017, versate nel periodo febbraio-maggio 2018, a titolo di
canone di abbonamento alla televisione, quantificate complessivamente in euro 21.654.608,21 (comprensivi delle
necessarie poste correttive);
Vista la legge 3 ottobre 2017, n. 157, concernente «Disposizioni per l’assestamento del bilancio dello Stato e dei
bilanci delle amministrazioni autonome per l’anno 2017»;
Considerato che con il citato provvedimento di assestamento per l’anno 2017, è stata adeguata la previsione
di spesa dei pertinenti capitoli numeri 3836 e 2829 dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle
finanze, alle entrate assestate in corrispondenza sia della nuova misura del canone di abbonamento alla televisione
fissato dall’anno 2017 in euro 90,00, sia della percentuale di destinazione delle maggiori entrate rispetto alle previsioni di entrata spettanti alla RAI per gli anni 2017-2018, fissata nella misura del 50 per cento, per complessivi euro
200.000.000,00;
Considerato, pertanto, che l’importo determinato a titolo di extra-gettito per l’anno 2017, pari complessivamente
ad euro 215.333.366,97, è stato nettizzato delle variazioni apportate con il provvedimento di assestamento al bilancio
2017 (complessivi euro 200.000.000,00), da cui ne deriva una ulteriore destinazione, rispettivamente, nella misura di
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