GAZZETTA UFFICIALE DELLA REPUBBLICA ITALIANA
Decreta:
Art. 1.
La gestione del comune di Riesi (Caltanissetta), il cui
consiglio e' stato dichiarato decaduto con decreto del
Presidente della Regione siciliana, e' affidata per la
durata di diciotto mesi alla commissione straordinaria
composta da:
dott.ssa Anna Maria Polimeni - viceprefetto;
dott.ssa Michela La Iacona - viceprefetto
aggiunto;
dott.ssa Isabella Giusto - direttore amministrativo
contabile.
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Art. 2.
La commissione straordinaria per la gestione dell’ente
esercita, fino all’insediamento degli organi ordinari a
norma di legge, le attribuzioni spettanti al consiglio
comunale, alla giunta ed al sindaco nonche¤ ogni altro
potere ed incarico connesso alle medesime cariche.
Dato a Roma, add|' 26 gennaio 2006
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CIAMPI
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Berlusconi, Presidente del
Consiglio dei Ministri
Pisanu, Ministro dell’interno
Registrato alla Corte dei conti il 6 febbraio 2006
Ministeri istituzionali - Interno, registro n. 1, foglio n. 256
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Allegato
Al Presidente della Repubblica
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Il comune di Riesi (Caltanissetta), i cui organi elettivi sono stati rinnovati nelle consultazioni amministrative del 25 maggio 2003, presenta
forme di ingerenze da parte della criminalita' organizzata che compromettono l’imparzialita' della gestione e pregiudicano il buon andamento
dell’amministrazione ed il regolare funzionamento dei servizi.
Gia' in precedenza l’ente era stato destinatario di un provvedimento di scioglimento per infiltrazioni mafiose, adottato con decreto
del Presidente della Repubblica del 16 ottobre 1992, ai sensi del
decreto-legge 31 maggio 1991, n. 164, convertito, con modificazioni,
dalla legge 22 luglio 1991, n. 221.
Al fine di verificare possibili condizionamenti della criminalita'
organizzata nell’attivita' amministrativa dell’ente, il prefetto di Caltanissetta ha disposto, con provvedimento in data 24 agosto 2005, l’accesso presso il comune di Riesi, ai sensi dell’art. 1, quarto comma,
del decreto-legge 6 settembre 1982, n. 629, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 ottobre 1982, n. 726, e successive modificazioni
ed integrazioni.
Nel corso della fase conclusiva dell’attivita' ispettiva e' stata
emessa dal G.I.P. del Tribunale di Caltanissetta un’ordinanza di
custodia cautelare in carcere, in data 15 novembre 2005, nei confronti
di numerose persone ritenute responsabili a vario titolo, del reato di
cui all’art. 416-bis, c.p. e di altre fattispecie criminose, tra i quali
anche il presidente del consiglio comunale di Riesi, la cui elezione,
secondo quanto emerge dalle suddette risultanze investigative, non
sarebbe stata scevra da pressioni esterne.
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A seguito del suddetto provvedimento giudiziario, la maggioranza dei consiglieri e degli assessori comunali hanno rassegnato le
dimissioni dalla carica e, pertanto, il Presidente della Regione siciliana, con decreto in data 14 dicembre 2005, ha disposto la decadenza
del consiglio e la contestuale nomina di un commissario straordinario
in sostituzione del consiglio.
Gli accertamenti svolti dalla commissione d’accesso, confluiti
nella relazione resa in data 22 dicembre 2005, cui si rinvia integralmente, nonche¤ dagli organi investigativi, nell’avvalorare l’ipotesi della
sussistenza di fattori di inquinamento dell’azione amministrativa dell’ente locale a causa dell’influenza della criminalita' organizzata fortemente radicata sul territorio, pongono in risalto come, nel tempo,
l’uso distorto della cosa pubblica si sia concretizzato nel favorire soggetti collegati direttamente od indirettamente con gli ambienti malavitosi.
Sono emerse sia una fitta rete di frequentazioni e parentele di
alcuni amministratori e dipendenti con soggetti raggiunti dall’ordinanza di custodia cautelare o comunque collegati a sodalizi mafiosi,
sia una gestione amministrativa fortemente caratterizzata da irregolarita', incongruenze ed anomalie, in materia di appalti pubblici e nel
settore edilizio.
In tali settori, nei quali notoriamente si annidano gli interessi
illeciti ed i tentativi di infiltrazione della criminalita' organizzata, le
gravi anomalie ed irregolarita' riscontrate, quali l’inadeguata pubblicita' del bando, l’ammissione di offerte oltre il termine, le alterate
modalita' di protocollazione delle offerte, lasciano ragionevolmente
ipotizzare che le stesse siano espressione di un disegno organico finalizzato al precostituito obiettivo di dirottare le pubbliche risorse
finanziarie verso imprese selezionate, contigue ad esponenti mafiosi.
Sintomatici del radicato intento di condizionare l’attivita' amministrativa sono, altres|' , i numerosi episodi delittuosi registrati nel
comune di Riesi a partire dal 2003, che hanno colpito beni dell’ente
locale - palazzo municipale, palestra comunale, scuole pubbliche - e
di altri soggetti istituzionali, determinando un allarme ed una diffusa
percezione di insicurezza da parte della collettivita' locale.
Anche la struttura burocratica non e' risultata esente da legami
con esponenti della criminalita' organizzata, oltre ad essere responsabile di un sistema gestionale volto a privilegiare la cura di interessi
estranei al perseguimento delle finalita' pubbliche.
In particolare, punti stabili di riferimento all’interno della struttura comunale per il sodalizio criminale dominante sono risultati sia
il suddetto consigliere, destinatario della predetta ordinanza di custodia cautelare, sia un dipendente cui e' stato conferito l’incarico di
responsabile di un delicato settore, in carenza dei requisiti previsti
dalla legge.
La circostanza che il predetto amministratore si sia adoperato
stabilmente in favore delle consorterie criminali, con l’ausilio del
predetto dipendente, emerge dalla vicenda relativa al servizio di refezione scolastica affidato dal comune ad una cooperativa, che tra l’altro si avvale tra i fornitori di soggetti legati ad una famiglia mafiosa
locale. In particolare, pur in presenza di accertate violazioni delle
disposizioni che impongono di individuare tutti i fornitori degli alimenti somministrati, il dipendente ha omesso di adottare i dovuti
provvedimenti sanzionatori a carico della cooperativa. La situazione
di favoritismo, gia' riscontrata per l’anno 2004, si e' ripetuta anche
nell’anno successivo in quanto la stessa ditta e' risultata aggiudicataria dell’appalto in carenza dei controlli sulla presenza dei richiesti
requisiti igienico sanitari.
Altra vicenda anomala riguarda la gestione del civico acquedotto affidata nel corso degli anni ad una impresa individuale, il cui
titolare e' ritenuto associato all’organizzazione mafiosa del clan
dominante. Per la gestione del suddetto servizio, pur essendo state
esperite procedure di pubblico incanto, nella quasi totalita' dei casi
ha partecipato un’unica ditta, che si e' aggiudicata l’appalto con percentuali di ribasso esigue. Inoltre, la base d’asta fissata dal comune
appare strumentale alla sottrazione della procedura alle piu' rigorose
prescrizioni ed alla piu' ampia forma di pubblicita' prevista dalla norma'tiva di settore per gli affidamenti di valore superiore, in relazione,
inoltre, agli innumerevoli affidamenti diretti alla medesima ditta di
lavori di manutenzione, e' stato rilevato dalla commissione che le
procedure di somma urgenza sono state regolarizzate spesso oltre i
termini prescritti dalla vigente normativa ed in assenza dei requisiti
di urgenza e necessita' posti a base delle procedure utilizzate.
La circostanza che l’ente non abbia previsto di affidare, con
apposita procedura di gara, il servizio di manutenzione del civico
acquedotto con durata stabile, cio' che avrebbe consentito di conte-
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Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 24 gennaio 2006, alla quale
e' stato debitamente invitato il Presidente della Regione
siciliana;
Serie generale - n. 38
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15-2-2006
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