tecnologie dell'informazione e della comunicazione, nonché la Dichiarazione dei
Ministri sui negoziati relativi al processo di risoluzione del conflitto in Transinistria nel
formato '5+2' e la Dichiarazione dei Ministri relativa a progetti di assistenza dell'OSCE
nel campo delle armi leggere e di piccolo calibro e degli arsenali di munizioni
convenzionali,
5.
Accogliendo altresì favorevolmente le priorità stabilite dalla Presidenza austriaca
dell'OSCE del 2017 per la riduzione delle minacce disinnescando i conflitti in corso,
combattendo la radicalizzazione e l'estremismo violento e ripristinando la fiducia,
6.
Ricordando gli impegni internazionali degli Stati partecipanti dell'OSCE volti a ridurre
il rischio di conflitti, portare avanti il dialogo e promuovere la composizione pacifica
delle controversie, in particolare gli obblighi previsti dalla Carta dell'ONU e dall' Atto
finale di Helsinki di astenersi dalla minaccia o dall'uso della forza, rispettando
l'inviolabilità delle frontiere e l'integrità territoriale degli Stati e i principi di nonintervento negli affari interni,
7.
Preoccupata per i movimenti di truppe e di artiglieria e per la concentrazione di truppe
che si sono verificati durante lo scorso anno nella regione dell'OSCE,
8.
Prendendo atto con preoccupazione del deterioramento della situazione relativa alla
sicurezza in Afghanistan, che impone un pesante tributo alla popolazione e crea nuove
opportunità per i gruppi estremisti,
9.
Rilevando che nel mondo le cessioni di sistemi d'arma avanzati hanno raggiunto il
volume più elevato dalla fine della guerra fredda e che quattro dei principali esportatori
mondiali di armi – Stati Uniti, Federazione Russa, Francia e Germania - sono Stati
partecipanti dell'OSCE,
10.
Sottolineando la necessità di intensificare le iniziative volte a risolvere i conflitti
prolungati nella regione dell'OSCE per via pacifica e negoziale, astenendosi dalla
minaccia o dall'uso della forza e rispettando l'integrità territoriale e la sovranità dei
paesi interessati, entro i loro confini riconosciuti a livello internazionale, nel pieno
rispetto della Carta delle Nazioni Unite e dell' Atto finale di Helsinki,
11.
Prendendo atto con preoccupazione della ripresa delle ostilità nel Caucaso meridionale,
in particolare delle recenti violazioni del cessate il fuoco lungo la linea di contatto nei
territori in prossimità del Nagorno-Karabak, e delle attuali violazioni del cessate il
fuoco nella regione di Donbas in Ucraina, che hanno provocato ingenti perdite di vite
umane, anche tra i civili,
12.
Deplorando l'assenza di progressi verso una risoluzione pacifica del conflitto basata
sulle norme e sui principi del diritto internazionale, ed esprimendo preoccupazione per
la situazione umanitaria e delle condizioni di sicurezza nella regione Abcasia occupata,
(Georgia) e nella regione Tskhinvali /Ossezia del Sud (Georgia),
13.
Condannando il tentativo di colpo di stato del 15 luglio in Turchia, ed esprimendo
solidarietà alla Turchia e al popolo turco dopo questo tentativo di presa del potere,
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